Dopo lo sfregio - la immediata risposta dell'artista alpino

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Dopo lo sfregio - la immediata risposta dell'artista alpino

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Pubblicato in Cronaca · 29 Luglio 2021
Ripristinato il murale dedicato a Figliuolo sul casello degli alpini
L’artista Cleva ha immediatamente “pulito” le sue opere Anche Milite ignoto e Vedetta erano state deturpate
Dal M.V. articolo di Guglielmo Zisa 28 Luglio 2021
Ridipinto il casello
Detto, fatto.
Sono bastate poche ore e la consueta caparbietà ad Andrea Cleva, il cinquantaduenne pittore e decoratore di Basaldella iscritto al gruppo Ana di Vivaro, per rimuovere gli imbrattamenti, evidentemente causati da anonimi no-Vax e no-Green pass, al murale dedicato al generale Figliuolo e alle penne nere, realizzato su una delle facciate del casello sul torrente Meduna, a Tauriano.

Cleva ogni anno, dal 2014 (anno dell’adunata nazionale delle penne nere a Pordenone) dipinge sulla parete del “casello degli alpini” il manifesto dell’adunata nazionale. Vista l’impossibilità di svolgere la manifestazione per ragioni legate alla pandemia, ha deciso di mantenere fede all’impegno rendendo omaggio a quello che oggi è l’alpino per antonomasia e a tutte le vittime del Covid. L’affresco che rappresenta Figliuolo con in braccio l’Italia era stata concluso pochi giorni prima della visita che il commissario straordinario all’emergenza tenne in Friuli il 26 aprile. L’iniziativa era stata subito riferita, tramite il senatore Maurizio Gasparri, al commissario che aveva dimostrato la sua gratitudine all’artista alpino incontrandolo a Gemona del Friuli. Una gioia inaspettata per Cleva, funestata da un primo atto vandalico avvenuto nella notte tra sabato 19 e domenica 20 giugno.

Senza perdersi d’animo, l’artista aveva non solo ripulito il murale ma anche deciso di realizzarne un altro, dedicato al centenario del Milite ignoto. Nella notte fra domenica e lunedì sono stati nuovamente attaccati sia il murale dedicato a Figliuolo sia gli altri due dedicati rispettivamente al Milite ignoto e alla Vedetta alpina. Cleva ha preso pennelli e colori e ha rimesso tutto a posto. «Adesso spero che nessuno lo tocchi più – ha commentato, sorpreso da un sms di incoraggiamento ricevuto da parte del capitano Alessandro Nobile, aiutante del generale Figliuolo –. È stata un’emozione ricevere il messaggio di ringraziamento per “la costante opera di ripristino della bellezza originaria dell’opera” e “di incoraggiamento a non mollare davanti a questo atto di vandalismo becero”».

Di certo l’artista vivarino, come già dimostrato, non è uno che molla. Sull’accaduto indagano i carabinieri. Unanime è stata la condanna degli esponenti politici locali.
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Come Redazione abbiamo notato (specialmente sui social media) tra i molti che hanno stimmatizzato lo sfregio ci sono molti alpini della zona che non vedono alcun nesso tra le immagini deturpate, quali il Centenario del Milite Ignoto e la Vedetta Alpina, e la libertà di espressione e per tale ragione supporteranno l'iniziativa dell'artista nel suo encomiabile e particolare modo di recuperare i valori e le strutture abbandonate.





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